Anche su Andromeda c’è un “calo delle nascite”
La galassia a spirale Andromeda dista solo 2,5 milioni di anni luce dalla Terra: una vicinanza che ha permesso agli scienziati di esaminare in dettaglio le sue popolazioni stellari e comprendere meglio il passato di galassie come la nostra, la Via Lattea. In particolare, uno studio pubblicato lo scorso lunedì su The Astrophysical Journal ha evidenziato un calo nella formazione stellare di Andromeda. Secondo ricerche precedenti, infatti, Andromeda ha vissuto un forte aumento di formazione stellare circa due miliardi di anni fa, probabilmente a causa di una passata interazione o fusione con un’altra galassia. Da allora la formazione stellare è in costante calo.
Mezzo miliardo di anni fa, dicono gli autori dello studio, Andromeda formava stelle a un ritmo di circa una massa solare all’anno; questo valore si è dimezzato 40 milioni di anni fa, e il tasso attuale è crollato ulteriormente, attestandosi a circa un quinto di massa solare all’anno. Il calo registrato potrebbe essere dovuto a un naturale rallentamento rispetto al suo precedente stato di grande attività. «È proprio come dopo aver corso una maratona: a volte bisogna prendersi un po’ di respiro», spiega l’autore principale Tobin Wainer, dell’Università di Washington.
Questo filmato, realizzato a partire dall’analisi dei dati raccolti dal telescopio spaziale Hubble della Nasa, mostra come il tasso di formazione stellare nella galassia di Andromeda sia diminuito negli ultimi 500 milioni di anni. I colori più vivaci indicano le aree in cui la formazione stellare è stata più intensa in un determinato periodo. Visualizzazione: Tobin Wainer (Università di Washington); Elaborazione delle immagini: Joseph DePasquale (Stsci); Video: Nasa, Esa, Stsci, Gregory Bacon (Stsci)
Per ottenere un quadro dettagliato della sua attività passata, il team di ricercatori ha misurato circa 200 milioni di singole stelle in tutta la galassia. I dati analizzati provengono da due campagne di osservazione del telescopio Hubble – il Panchromatic Hubble Andromeda Treasury e il Panchromatic Hubble Andromeda Southern Treasury – che hanno mappato due terzi del disco di Andromeda con estrema precisione.
«Dobbiamo analizzare le singole stelle perché rappresentano la traccia fossile della formazione della galassia. Hubble è l’unico telescopio in grado di fornire una risoluzione spaziale sufficientemente elevata su un’area abbastanza ampia da consentire di farlo nella galassia di Andromeda», dice Ben Williams dell’Università di Washington, coautore dello studio.
Il team ha suddiviso le immagini di Andromeda in migliaia di quadrati, ciascuno dei quali si estende per 300 anni luce di lato, e ha determinato la storia della formazione stellare all’interno di ciascun quadrato, così da ottenere una visione completa del passato della galassia. Le stelle massicce sono più blu e hanno vita breve, mentre quelle meno massicce sono più rosse e vivono più a lungo; le aree in cui si è verificata una recente formazione stellare tendono dunque avere una percentuale maggiore di stelle blu, mentre quelle in cui la formazione stellare è meno recente presentano in genere una popolazione più rossa.
A 16mila anni luce da Andromeda c’è la galassia satellite Messier 32 (M32), che potrebbe svolgere un ruolo nella diminuzione dell’attività in Andromeda. «Una delle principali motivazioni alla base di questo programma era indagare sulle potenziali interazioni tra M32 e il disco di Andromeda», spiega la coautrice Zhuo Chen dell’Università di Washington. I dati raccolti hanno mostrato segni di riduzione della formazione stellare nell’area di Andromeda in prossimità di M32 rispetto ad altre regioni. Questo calo, secondo lo studio, sarebbe iniziato circa 60 milioni di anni fa, e potrebbe aiutare a determinare quando la galassia M32 ha interagito con il disco di Andromeda.
«Non possiamo affermare in modo esplicito che stiamo osservando un calo della formazione stellare a causa di M32. Ma il fenomeno è evidente, ed è sicuramente il sospettato più probabile», conclude Wainer. In futuro, i dati di Hubble e saranno combinati con quelli provenienti dagli osservatori terrestri per ottenere per approfondire la storia di Andromeda.
Per saperne di più:
- Leggi su The Astrophysical Journal l’articolo “The Panchromatic Hubble Andromeda Southern Treasury (PHAST). II. The Spatially Resolved Recent Star Formation History in M31”, di Tobin M. Wainer, Benjamin F. Williams, Zhuo Chen, Margaret Lazzarini, Julianne J. Dalcanton, Eric F. Bell, Kameron Goold, Andrew Dolphin, Meredith J. Durbin, Stefany L. Fabian Dubón
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