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Guerra in Iran, le news. Idf: “Il missile iraniano può raggiungere Berlino, Parigi e Roma”. Attacco a Arad, almeno 64 feriti, 7 gravi

Stati Uniti e Israele hanno attaccato l'impianto di arricchimento dell'uranio a Natanz. Lo riporta l'agenzia di stampa Tasnim. L'Organizzazione per l'energia atomica dell'Iran riferisce che non è stata registrata alcuna fuga radioattiva e che non esiste alcun rischio per chi abita vicino all'impianto. Allo stesso tempo, però, l'organizzazione ha denunciato che l'attacco rappresenta una violazione del Trattato di non proliferazione nucleare. Intanto Teheran conferma di aver lanciato due missili balistici contro la base congiunta anglo-americana sull'isola di Diego Garcia, nell'Oceano Indiano, a 3.810 chilometri dall'Iran. "Questo lancio rappresenta un passo significativo nel confronto con gli Stati Uniti", sottolinea l'agenzia. Il fatto che l'Iran abbia preso di mira l'isola suggerisce che i suoi missili abbiano una gittata maggiore rispetto a quanto stimato. Il mese scorso il ministro degli Esteri Abbas Araghchi aveva affermato che Teheran aveva deliberatamente limitato la gittata dei propri missili a 2.000 chilometri Israele, la guerra dell’energia: missili sul giacimento iraniano Chi è Ghalibaf che stavolta può prendersi il potere in Iran Khan: “Usa inaffidabili, l’unica salvezza è tornare in Europa South Pars, la raffineria iraniana che lanciò gli scioperi repressi dai pasdaran Iscriviti a "La sottile linea rossa", la nuova newsletter di Gianluca Di Feo Almeno 64 feriti, 7 gravi, bilancio attacco Arad Almeno 64 persone sono rimaste ferite, di cui sette gravi, nel secondo attacco missilistico diretto avvenuto sabato sera nel sud di Israele, dove si trova il principale impianto nucleare del Paese. Questo secondo attacco ha colpito la città israeliana di Arad, situata nella regione desertica meridionale del Negev, dopo un altro attacco diretto avvenuto circa 15 minuti prima nella città di Dimona, a circa 50 chilometri da Arad, sede del Centro di Ricerca Nucleare del Negev. Idf, 'missile iraniano con testata esplosiva di 450 chili su Arad' Le forze armate israeliane (Idf) hanno reso noto che un "missile iraniano con testata esplosiva di 450 chili" si è schiantato sulla città di Arad nel sud del Paese provocando decine di feriti con ingenti danni. L'Idf ha poi precisato che "due tentativi di intercettazione del missile sono fallitì. Magen David Adom, l'emergenza sanitaria israeliana, ha parlato di 59 feriti portati in ospedale di cui sei gravi. L’Iran minaccia di colpire sede Al Jazeera a Doha L'emittente statale iraniana ha minacciato di colpire gli uffici di Al Jazeera a Doha, in Qatar. "Ai cittadini e ai residenti di Doha", si legge in un avviso di evacuazione pubblicato, "alla luce dell'utilizzo di quest'area per il dispiegamento di forze e interessi americani, nonchè dell'incitamento all'odio contro il popolo iraniano attraverso i media, quest'area è diventata un obiettivo legittimo. Chiediamo a tutti di lasciare quest'area il prima possibile". Lo riferiscono i media israeliani. Arad, i feriti salgono a 60 Arad, i feriti salgono a 60 Missile iraniano su Arad, circa 30 feriti Il servizio di emergenza israeliano Magen David Adom ha riferito di stare curando circa 30 persone con ferite di diversa entità dopo l'impatto di un missile balistico iraniano nella città israeliana di Arad, nel sud del Paese. Le squadre di soccorso sono intervenute a seguito delle segnalazioni di esplosioni nella zona, colpita nell'ultimo attacco missilistico lanciato dall'Iran. Lo riporta il Times of Israel. L'Arabia Saudita ha dichiarato "persona non grata" l'addetto militare dell'ambasciata iraniana L'Arabia Saudita ha dichiarato "persona non grata" l'addetto militare dell'ambasciata iraniana, il suo vice e altri tre diplomatici iraniani, ordinando loro di lasciare il Paese entro 24 ore. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri di Riad. L'AIEA chiede "massima moderazione militare" dopo l'attacco a Dimona L'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA) ha chiesto sabato "massima moderazione militare" dopo che Israele ha annunciato che un missile iraniano ha colpito la città meridionale di Dimona, sede di un impianto di ricerca nucleare. "L'AIEA non ha ricevuto indicazioni di possibili danni al centro di ricerca nucleare del Negev", ha affermato l'agenzia delle Nazioni Unite in una dichiarazione pubblicata su X. "Le informazioni provenienti dagli Stati della regione indicano che non sono stati rilevati livelli anomali di radiazioni", ha aggiunto. Sirene risuonano di nuovo nel sud di Israele Le sirene risuonano di nuovo nel sud di Israele mentre l'Iran lancia altri missili dopo l'attacco alla città di Dimona. Lo scrive Haaretz. Idf, colpito a università Teheran sito sviluppo armi nucleari L'aeronautica israeliana ha colpito un sito iraniano di ricerca e sviluppo nucleare a Teheran. Secondo le Forze di Difesa Israeliane (IDF), il sito "strategico" presso l'Università Malek Ashtar veniva utilizzato dalle industrie militari iraniane per sviluppare componenti per armi nucleari. L'Università Malek Ashtar, subordinata al ministero della Difesa iraniano, è soggetta a sanzioni occidentali per le sue attività legate ai programmi nucleari e missilistici balistici dell'Iran. Lo riporta il Times of Israel. Drone abbattuto vicino all’aeroporto di Erbil Un drone esplosivo è stato abbattuto nei pressi dell’aeroporto di Erbil nel Kurdistan iracheno Il G7 condanna gli attacchi iraniani agli Stati del Golfo: “Minaccia alla sicurezza globale” I Paesi del G7 condannano "con la massima fermezza gli irresponsabili attacchi del regime contro i civili e le infrastrutture civili, incluse le infrastrutture energetiche, in Bahrein, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Giordania e Iraq, in linea con la risoluzione 2817 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite". Lo affermano in una dichiarazione congiunta pubblicata dalla presidenza francese, la prima affermazione unitaria dall'inizio del conflitto iraniano. "Gli attacchi ingiustificabili del regime iraniano contro questi Stati minacciano anche la sicurezza regionale e globale", si legge. I Paesi del G7 ribadiscono che "l'Iran non deve dotarsi di armi nucleari e deve interrompere il suo programma di missili balistici, porre fine alle sue attività destabilizzanti nella regione e in tutto il mondo e cessare le atroci violenze e la repressione contro il suo stesso popolo". Idf: “Il missile iraniano può raggiungere Berlino, Parigi e Roma” Il capo di stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane, il tenente generale Eyal Zamir, ha dichiarato: "Proprio ieri, l'Iran ha lanciato un missile balistico intercontinentale a due stadi con una gittata di 4.000 chilometri verso un obiettivo americano sull'isola di Diego Garcia. Questi missili non erano destinati a colpire Israele. La loro gittata raggiunge le capitali europee: Berlino, Parigi e Roma sono tutte a portata di tiro diretto". Israele, missile contro la città di Dimona: il bilancio sale a 39 feriti E' di almeno 39 feriti il nuovo bilancio dell'attacco iraniano con un missile balistico in direzione della città di Dimona, nel sud di Israele. Lo riferisce il Times of Israel, che cita i soccorritori. I feriti, tra i quali un ragazzo in condizioni gravi, sono stati trasportati Soroka Hospital di Beersheba. Una trentenne ha riportato ferite da schegge di vetro, mentre le altre 37 persone sono rimaste lievemente ferite da schegge o hanno riportato traumi mentre correvano per mettersi al riparo o hanno avuto disturbi d'ansia. Iran, danneggiato ospedale nel sud-ovest da raid israeliano Un ospedale nella città di Andimeshk, nell'ovest dell'Iran, è stato danneggiato in un raid. E' quanto affermano media ufficiali iraniani, come rilancia il New York Times. Al momento non ci sono altri dettagli né notizie di vittime. Teheran rivendica l’attacco a Dimona: “Risposta per Natanz e Bushehr” L'Iran ha rivendicato l'attacco missilistico contro una zona residenziale nella città israeliana di Dimona, che ha causato circa 20 feriti, per lo più lievi. In una dichiarazione diffusa dall'agenzia Tasnim, Teheran ha affermato di aver colpito "in risposta agli attacchi di Stati Uniti e Israele" contro il sito nucleare di Natanz e la centrale di Bushehr. Le autorità iraniane sostengono che "il nemico ha ricevuto ancora una volta una lezione indimenticabile" e che l'attacco su Dimona rappresenta "un chiaro segnale che nessuna area è al sicuro dai missili iraniani". Teheran ha inoltre avvertito che "il nemico deve arrendersi prima che sia troppo tardi". Missile iraniano contro la città iraniana di Dimona: almeno 20 feriti Circa 20 persone sono state ferite, per lo più in modo lieve, nell'impatto di un missile balistico iraniano sulla città israeliana di Dimona, nel sud del Paese. Lo riferisce il servizio d'emergenza Magen David Adom, citato dal Times of Israel, secondo cui il missile ha colpito un edificio provocando il crollo parziale della struttura. Tra i feriti, un bambino di 10 anni colpito da schegge. Gli altri hanno riportato ferite leggere, tra cui traumi causati dalla fuga verso i rifugi o crisi d'ansia. Libano: 1.024 morti e oltre 2.700 feriti dal 2 marzo In Libano sono 1.024 i morti dal 2 marzo. E' questo l'ultimo bilancio diffuso dal ministero della Salute di Beirut e rilanciato dai media del Paese dei Cedri dove proseguono le operazioni militari israeliane contro Hezbollah. I feriti, stando al bollettino ufficiale, sono 2.740. Il Regno Unito rassicura Cipro: non userà le sue basi per attacchi Un portavoce del governo cipriota ha dichiarato che il Regno Unito non utilizzerà le sue basi militari a Cipro per operazioni offensive legate alla crisi con l'Iran. Le dichiarazioni sono giunte dopo una telefonata tra il primo ministro britannico Starmer e il presidente cipriota, Nikos Christodoulides. Il Regno Unito mantiene la sovranità su due basi sull'isola, tra cui la base Raf di Akrotiri, che in passato è stata bersaglio di droni durante l'attuale escalation. Pezeshkian: “La fine della guerra con lo stop agli attacchi e le garanzie” Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha sottolineato in una telefonata con il primo ministro dell'India Narendra Modi che un prerequisito per porre fine alla guerra e al conflitto nella regione è l'immediata cessazione delle aggressioni da parte degli Stati Uniti e di Israele, insieme a garanzie contro il loro ripetersi in futuro. Lo si legge in un post dell'ambasciata iraniana in India sul social X. Pezeshkian ha inoltre proposto l'istituzione di un quadro di sicurezza regionale composto dai paesi dell'Asia occidentale, volto a garantire la pace e la stabilità nella regione attraverso la cooperazione regionale senza interferenze straniere. Media iraniani: “Soldati Usa a Kharg? Trump non potrebbe neanche rimpatriare le bare” Secondo i media statali iraniani, una fonte iraniana avrebbe minacciato Donald Trump con una "sorpresa" qualora decidesse di mettere piede sull'isola di Kharg. Lo scrive SkyNews citando l'agenzia di stampa iraniana Tasnim. La fonte avrebbe affermato: "Se il terrorista Trump commetterà un errore a questo proposito, gli riserveremo una sorpresa tale che non sarà nemmeno in grado di rimuovere le bare dei suoi soldati dalla nostra terra". Fonti israeliane: “La guerra durerà per almeno altre due settimane” Una fonte politica di Israele ha dichiarato a Ynet: "La guerra in Iran continuerà per settimane. La prolungheremo di almeno altre due settimane". Media: con l’invasione dell’isola di Kharg possibili ritorsioni nel Mar Rosso Qualsiasi azione militare statunitense contro l'isola iraniana di Kharg potrebbe innescare una vasta escalation, compresa la compromissione della sicurezza nel Mar Rosso e nello Stretto di Bab al-Mandeb, nonché ulteriori attacchi contro le infrastrutture energetiche regionali. Lo ha affermato l'agenzia di stampa Tasnim, affiliata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, citando una fonte militare. La fonte ha affermato che se Washington dovesse dare seguito alle minacce di invadere lo strategico polo petrolifero, l'Iran risponderebbe con misure "senza precedenti" rispetto agli sviluppi delle ultime tre settimane di conflitto. La fonte ha anche avvertito che colpire altre vie navigabili strategiche, tra cui lo Stretto di Bab al-Mandab e il Mar Rosso, è tra le opzioni prese in considerazione dall'Iran e dalle sue forze alleate e ha minacciato che un attacco a Kharg potrebbe interrompere temporaneamente la produzione petrolifera iraniana e innescare ritorsioni contro le infrastrutture energetiche in tutta la regione, aumentando i rischi per i mercati globali. Axios: secondo Cia e Mossad Mojtaba Khamenei è ancora vivo Gli Stati Uniti e Israele ritengono, sulla base di alcune informazioni di intelligence, che Mojtaba Khamenei sia ancora vivo ma stanno cercando segnali, anche per capire chi detiene il potere ora a Teheran mentre la nuova Guida Suprema resta silente. Lo ha rivelato Barak Ravid di Axios. Tra le prove che sia vivo, una fonte a conoscenza dei dettagli ha citato tentativi da parte di alti funzionari iraniani di organizzare incontri faccia a faccia con lui, falliti per motivi di sicurezza. Allo stesso tempo, un funzionario americano ha fatto notare come a Washington stianno ancora cercando di capire chi prenda realmente le decisioni a Teheran: "Non abbiamo prove che sia effettivamente lui a impartire gli ordini. E' a dir poco bizzarro. Non crediamo che gli iraniani si sarebbero presi la briga di scegliere un uomo morto come leader supremo, ma allo stesso tempo non abbiamo prove che sia effettivamente il leader di fatto". Esplosioni in Bahrein su base Usa e in tutto il Paese Secondo l'agenzia di stampa statale iraniana Tasnim, si sono verificate diverse esplosioni nella base militare statunitense di Juffair, in Bahrein. Un altro comunicato diffuso dalla stessa emittente su Telegram, riporta Sky News, riferisce che diverse potenti esplosioni sono state udite in tutto il Paese insulare nel pomeriggio. La notizia giunge mentre il ministero dell'Interno del Bahrein ha diffuso un avviso sui social media, invitando i cittadini a "recarsi nel luogo sicuro più vicino" a causa delle sirene che segnalano l'arrivo di attacchi. “Sull'isola di Kharg, in fase di carico due petroliere da 4 milioni di barili” L'Iran sta caricando 4 milioni di barili di greggio sull'isola di Kharg, secondo Tanker Trackers, un'azienda di intelligence marittima che traccia le spedizioni globali di petrolio greggio. In Iran "a Kharg Island stanno caricando altre due superpetroliere Vlcc (Very Large Crude Carrier). Si tratta di 4 milioni di barili, per un valore di oltre 400 milioni di dollari" scrive la società su X Messaggio in persiano del Mossad: “Se avete informazioni sul nucleare contattateci” "Se avete accesso a informazioni nel settore dell'industria nucleare, contattateci. Con noi il vostro futuro è garantito". È quanto recita un messaggio pubblicato in persiano su Telegram e attribuito al Mossad, rivolto direttamente ai cittadini iraniani. L'invito, secondo Ynet diffuso su un canale considerato vicino ai servizi d'intelligence israeliani, sollecita potenziali informatori informatori a mettersi in contatto tramite un "canale sicuro" Salgono a 22 i Paesi pronti ad impegnarsi per Hormuz dopo la tregua: c’è anche l’Italia Salgono a 22 i paesi pronti a impegnarsi per Hormuz dopo la tregua. Lo si evince dal sito di Downing Street dove si legge che, dopo la dichiarazione dei giorni scorsi, altri 16 Paesi hanno aderito alla dichiarazione congiunta dei leader di Regno Unito, Italia, Francia, Germania, Olanda e Giappone. "In seguito alla pubblicazione, Canada, Repubblica di Corea del Sud, Nuova Zelanda, Danimarca, Lettonia, Slovenia, Estonia, Norvegia, Svezia, Finlandia, Repubblica Ceca, Romania, Bahrein, Lituania, Australia ed Emirati Arabi Uniti" hanno aderito all'iniziativa I pasdaran rivendicano l’attacco contro un F-16 israeliano I Pasdaran hanno rivendicato di aver abbattuto un F-16 israeliano che stava sorvolando alle prime ore di oggi l'Iran centrale. Lo rende noto l'ufficio stampa del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, come riporta l'agenzia di stampa Irna. Si tratterebbe, secondo l'Irna, del "terzo aereo da combattimento nemico abbattuto" Israele nega di aver partecipato all’attacco sull’impianto di Natanz Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) affermano di non aver condotto alcun attacco contro l'impianto di arricchimento dell'uranio di Natanz, in Iran, e di non poter commentare le attività americane nel contesto della guerra. Lo riporta il Times of Israel. Secondo Israele i raid sarebbero quindi stati lanciati dagli Stati Uniti Teheran: “Usa e Israele prendono di mira le navi private e passeggeri nel Golfo” Le forze armate iraniane hanno affermato che Stati Uniti e Israele hanno iniziato a colpire navi non militari nel Golfo. "I nemici americano-sionisti, a causa delle continue sconfitte e dell'incapacità di contrastare la potente offensiva delle forze armate della Repubblica Islamica dell'Iran, stanno prendendo di mira navi private e mezzi di trasporto passeggeri nel Golfo Persico. Avvertiamo che, se questa vile aggressione si ripeterà, verranno intraprese azioni severe e di rappresaglia", ha dichiarato un portavoce delle forze armate, come riportato da Sky News Mosca condanna l’attacco a Natanz: “Una palese violazione, intervenga l’Onu” Il ministero degli Esteri russo ha condannato l'attacco all'impianto di arricchimento di Natanz, in Iran, attribuito alle forze israeliane e americane. "Si tratta di una palese violazione del diritto internazionale", ha dichiarato in un comunicato la portavoce del ministero, Maria Zakharova, come riporta Interfax. Il ministero degli Esteri russo ritiene che le Nazioni Unite e l'Aiea debbano fornire una valutazione obiettiva dell'attacco. "Nonostante le ben note affermazioni sulla 'completa distruzione' del programma nucleare iraniano a seguito degli attacchi aerei americani del giugno dello scorso anno, la mattina del 21 marzo l'impianto di arricchimento dell'uranio di Natanz, in Iran, che è soggetto alle salvaguardie dell'Aiea, è stato nuovamente attaccato", ha dichiarato Zakharova. "La comunità internazionale, compresi i vertici delle Nazioni Unite e dell'Aiea, ha l'obbligo di fornire immediatamente una valutazione obiettiva e senza compromessi di queste azioni irresponsabili, che rappresentano un rischio reale di catastrofe in tutto il Medioriente e mirano apertamente a minare ulteriormente la pace, la stabilità e la sicurezza nella regione", si legge nel commento Media: “Mojtaba Khamenei è vivo secondo le intelligence di Usa e Israele” Gli Stati Uniti e Israele dispongono di informazioni di intelligence secono le quali Mojtaba Khamenei è ancora vivo. Lo scrive Axios citando, ad esempio, il fatto che funzionari iraniani avrebbero cercato di organizzare incontri di persona con la nuova Guida suprema dell'Iran, ma senza riuscirci per motivi di sicurezza. Allo stesso tempo il team per la sicurezza nazionale del presidente americano Donald Trump sta ancora lavorando per valutare chi sia effettivamente al comando a Teheran, come ha spiegato un funzionario statunitense. "Non abbiamo prove che sia davvero lui a impartire gli ordini", ha dichiarato un alto funzionario israeliano ad Axios a proposito di Mojtaba Khamenei. "E' una situazione a dir poco bizzarra. Non crediamo che gli iraniani si sarebbero presi tutta questa briga per scegliere un uomo morto come guida suprema, ma allo stesso tempo non abbiamo prove che stia assumendo il comando", ha aggiunto ad Axios un funzionario statunitense Iran: “Attaccati depositi di carburante all’aeroporto di Tel Aviv” L'Iran ha rivendicato di aver attaccato depositi di carburante per aerei militari all'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv e di aver "gravemente compromesso" il loro rifornimento. In una nota l'esercito iraniano ha affermato che gli attacchi condotti dal Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche contro obiettivi militari hanno costretto Israele a evacuare un certo numero di militari. Gli attacchi "continueranno con forza" finché la minaccia per l'Iran non sarà "eliminata", si legge nel comunicato. L'aeroporto Ben Gurion, situato a pochi chilometri a sud-est di Tel Aviv, ospita unità speciali dell'esercito israeliano e si trova accanto a strutture di manutenzione e riparazione per i caccia israeliani Modi sente Pezeshkian e condanna gli attacchi alle infrastrutture critiche Il primo ministro indiano Narendra Modi ha parlato con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, condannando gli attacchi alle infrastrutture nella regione. "Ho parlato con il presidente Masoud Pezeshkian e gli ho trasmesso gli auguri per l'Eid e il Nowruz. Abbiamo espresso la speranza che questo periodo di festa porti pace, stabilità e prosperità all'Asia occidentale. Condanno gli attacchi alle infrastrutture critiche nella regione, che minacciano la stabilità regionale e interrompono le catene di approvvigionamento globali", ha scritto Modi su X, aggiungendo di aver ribadito "l'importanza di salvaguardare la libertà di navigazione e di garantire che le rotte marittime rimangano aperte e sicure". "Apprezziamo il continuo sostegno dell'Iran alla sicurezza dei cittadini indiani presenti nel Paese", ha aggiunto il premier indiano Trump esclude un cessate il fuoco in Iran: "Stiamo annientando la controparte” Trump esclude un cessate il fuoco in Iran: "Stiamo annientando la controparte" Aiea: “A Natanz non si registrano aumenti di radiazioni” "L'Aiea è stata informata dall'Iran che il sito nucleare di Natanz è stato attaccato oggi. Non è stato segnalato alcun aumento dei livelli di radiazione al di fuori del sito. L'Aiea sta esaminando la segnalazione". Lo scrive l'Agenzia per l'energia atomica delle Nazioni Unite su X. "Il direttore generale, Rafael Grossi, ribadisce l'appello alla moderazione militare per evitare qualsiasi rischio di incidente nucleare" Aiea dopo l’attacco al sito di Natanz: “Evitare i rischi di un incidente nucleare” "L'Aiea è stata informata dall'Iran che oggi il sito nucleare di Natanz è stato attaccato. Non è stato segnalato alcun aumento dei livelli di radiazione al di fuori del sito. L'Aiea sta esaminando la segnalazione". Lo ha comunicato l'Agenzia internazionale per l'agenzia atomica. Il direttore generale dell'Aiea, Rafael Grossi "ribadisce l'appello alla moderazione militare per evitare qualsiasi rischio di incidente nucleare", ha riferito ancora l'agenzia su X Londra: “I missili iraniani sulla Diego Garcia minacciano gli interessi britannici” Il Ministero della Difesa britannico ha criticato gli attacchi iraniani definendoli "una minaccia per gli interessi britannici" dopo le notizie relative al lancio di due missili balistici contro una base militare anglo-americana nell'isola di Diego Garcia, nell'Oceano Indiano. "Gli attacchi sconsiderati dell'Iran, che si estendono in tutta la regione e tengono in ostaggio lo Stretto di Hormuz, rappresentano una minaccia per gli interessi britannici e per gli alleati del Regno Unito", ha dichiarato un portavoce. "I jet della Raf e altri mezzi militari britannici continuano a difendere il nostro personale e i nostri cittadini nella regione. Questo governo ha autorizzato gli Stati Uniti a utilizzare le basi britanniche per operazioni difensive specifiche e limitate" Tel Aviv, una nuova raffica di missili iraniani illumina il cielo: scattano le sirene Tel Aviv, una nuova raffica di missili iraniani illumina il cielo: scattano le sirene Katz: “Nei prossimi giorni aumenterà l’intensità dei raid” "Questa settimana l'intensità degli attacchi condotti dalle forze armate israeliane e americane contro il regime iraniano e contro le infrastrutture ad esso collegate aumenterà significativamente". Lo ha annunciato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, dopo una riunione di valutazione della situazione insieme al vice capo di Stato Maggiore, Tamir Yadai, al capo dell'Intelligence militare, Shlomi Binder, al direttore generale della Difesa, Amir Baram, e ad altri alti funzionari. "L'Idf è forte, come il fronte interno israeliano, e non ci fermeremo finchè non saranno raggiunti tutti gli obiettivi di guerra", ha aggiunto L'Iraq blocca la produzione di petrolio in concessioni straniere L'Iraq ha dichiarato lo stato di forza maggiore su tutti i giacimenti petroliferi sviluppati da compagnie petrolifere straniere, ordinando la chiusura totale della produzione nelle aree di concessione interessate, senza alcun risarcimento previsto dai termini contrattuali. Lo scrive Reuters, citando tre funzionari del settore energetico. "La navigazione attraverso lo Stretto è stata gravemente compromessa da un'attività militare senza precedenti" recita una lettera del ministero del petrolio in una lettera datata 17 marzo e visionata da Reuters Attacco con droni a Bagdad: un morto e un ferito tra gli ufficiali iracheni Un ufficiale iracheno è stato ucciso nell'attacco con droni che ha preso di mira il quartier generale del Servizio di intelligence nazionale in un quartiere residenziale di Baghdad. "Un ufficiale è stato martirizzato", ha dichiarato l'intelligence irachena in un comunicato, condannando "un attacco terroristico perpetrato da elementi deviati". Un funzionario delle forze di sicurezza e una fonte dei servizi di emergenza iracheni hanno riferito che un altro ufficiale è rimasto ferito L'Iran afferma che il suo impianto nucleare di Natanz è stato colpito da un attacco aereo L'Iran riferisce che il suo impianto nucleare di Natanz è stato colpito da un attacco aereo. L'agenzia di stampa ufficiale iraniana Mizan ha affermato che non si sono verificate fughe radioattive durante il raid; Natanz, il principale sito di arricchimento dell'Iran, era già stato colpito nella prima settimana di guerra e, secondo le immagini satellitari, diversi edifici sembravano danneggiati. L'agenzia delle Nazioni Unite per il controllo del nucleare ha dichiarato che non si prevedono “conseguenze radiologiche” da quel precedente attacco. L'impianto nucleare, situato a circa 220 chilometri a sud-est di Teheran, era stato preso di mira dagli attacchi aerei israeliani durante la guerra di 12 giorni tra Iran e Israele nel giugno 2025, e dagli Stati Uniti Media: “Israele-Usa attaccano l’impianto nucleare di Natanz” Israele e Stati Uniti hanno attaccato l'impianto di arricchimento dell'uranio a Natanz, in Iran. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Tasnim. Non è stata segnalata alcuna fuga radioattiva, sottolinea Yedioth Ahronoth Operazione terrestre Idf nel sud del Libano: “Uccisi quattro terroristi” L'Idf ha comunicato di essersi scontrato con Hezbollah nel sud del Libano, uccidendo quattro persone. Lo si legge su Telegram. "Durante un'operazione di terra mirata nel Libano meridionale, le truppe della 91sima Divisione hanno identificato diversi terroristi armati di Hezbollah. Le truppe hanno eliminato un terrorista in uno scontro a terra. Inoltre, hanno diretto un aereo dell'Aeronautica Militare Israeliana che ha colpito diversi altri terroristi che avevano aperto il fuoco contro truppe Idf. Successivamente, le truppe hanno eliminato altri tre terroristi con il fuoco dei carri armati" Aragchi: “Sì alle iniziative per finire la guerra, gli Usa non vogliono fermare l’aggressione” Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Aragchi, ha detto di essere pronto ad accogliere positivamente "ogni iniziativa che possa portare questa guerra ad una totale conclusione". Parlando con l'agenzia di stampa giapponese Kyodo il capo della diplomazia iraniana ha detto che il conflitto è "stato imposto" al paese. L'Iran "è pronto ad ascoltare e prendere in considerazione tali proposte", ha aggiunto Aragchi, che ha voluto sottolineare come se alcuni paesi sono impegnati nella ricerca di una soluzione al conflitto in Medio Oriente, "non sembra che gli Stati Uniti siano pronti a fermare la loro aggressione". L'Iran, ha ancora precisato il ministro, non vuole un cessate il fuoco ma "la fine totale, onnicomprensiva e duratura della guerra". Araghchi ha condiviso l'intervista sul suo account Telegram e una trascrizione del testo è stata pubblicata sull'agenzia di stampa Mehr Droni su Baghdad, colpiti uffici degli 007 e il tennis club Un quartiere residenziale di Baghdad è stato colpito da un drone che ha preso di mira un edificio dei servizi di sicurezza iracheni. Secondo una fonte locale l'edificio ospita un'agenzia di sicurezza irachena che collabora con i consiglieri statunitensi in Iraq, parte di una coalizione internazionale anti-jihadista. Un altro drone, che filmava l'operazione, si è schiantato contro un club sportivo privato frequentato dall'elite irachena e da diplomatici stranieri Teheran conferma l’attacco all’isola Diego Garcia, a 4mila chilometri da Iran Teheran conferma di aver lanciato due missili balistici contro la base congiunta anglo-americana sull'isola di Diego Garcia, nell'Oceano Indiano, a 3.810 chilometri dall'Iran: lo scrive Mehr. "Questo lancio rappresenta un passo significativo nel confronto con gli Stati Uniti", sottolinea l'agenzia. Il fatto che l'Iran abbia preso di mira l'isola suggerisce che i suoi missili abbiano una gittata maggiore rispetto a quanto stimato. Il mese scorso il ministro degli Esteri Abbas Araghchi aveva affermato che Teheran aveva deliberatamente limitato la gittata dei propri missili a 2.000 km. Putin invia a Teheran gli auguri per il Capodanno persiano: "Amici fedeli” Mosca rimane un amico leale e un partner affidabile di Teheran: lo sottolinea il presidente Vladimir Putin in un messaggio augurale in occasione del Nowruz, il Capodanno persiano. "Vladimir Putin ha augurato al popolo iraniano di trovare la forza per superare queste dure prove e ha sottolineato che, in questo momento difficile, Mosca rimane un amico leale e un partner affidabile di Teheran", recita la nota del Cremlino citata dai media russi. Putin ha inviato gli auguri per il Nowruz anche ai presidenti di Azerbaigian, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan e Uzbekistan. "I messaggi di congratulazioni hanno sottolineato l'alto livello delle relazioni bilaterali con questi paesi della CSI ed espresso fiducia nel fatto che i legami multiforme e reciprocamente vantaggiosi continueranno a svilupparsi con successo", affermato il Cremlino Teheran minaccia gli Emirati di attacchi alle isole contese Teheran iraniano ha avvertito gli Emirati Arabi Uniti di non permettere attacchi dal proprio territorio contro due isole contese nel Golfo Persico, vicino allo strategico Stretto di Hormuz. "Avvertiamo gli Emirati Arabi Uniti che, qualora si verificassero ulteriori aggressioni provenienti dal loro territorio contro le isole iraniane di Abu Musa e Greater Tunb nel Golfo Persico, le potenti forze armate iraniane sottoporranno Ras Al Khaimah, negli Emirati Arabi Uniti, a pesanti attacchi", ha dichiarato il comandante operativo dell'esercito, Khatam Al-Anbiya, in un comunicato diffuso dall'agenzia di stampa Tasnim. Abu Musa e Greater Tunb, controllate dall'Iran ma rivendicate dagli Emirati Arabi Uniti, sono da tempo fonte di disputa tra i due Paesi. Le isole si trovano nel Golfo, vicino all'imboccatura dello Stretto di Hormuz e l'Iran accusa gli Stati della regione di aver permesso alle forze statunitensi di condurre attacchi dal loro territorio e, nel corso della guerra, ha lanciato attacchi missilistici e con droni contro quelli che definisce interessi statunitensi Operazione "Epic Fury", gli Usa mostrano il rifornimento aereo: le manovre tra i jet Operazione "Epic Fury", gli Usa mostrano il rifornimento aereo: le manovre tra i jet Cbs: Trump sta valutando come impadronirsi di arsenali nucleari iraniani Il presidente americano Donald Trump starebbe elaborando strategie e opzioni per impadronirsi degli arsenali nucleari iraniani. Lo riporta in esclusiva l’emittente Cbs citando diverse fonti ben informate a condizione di anonimato, secondo le quali l’amministrazione Trump sta valutando come mettere in sicurezza o recuperare il materiale nucleare iraniano. Al momento, ha precisato una fonte, Trump non ha ancora preso una decisione. Ma secondo due fonti citate dalla Cbs News il piano prevede il possibile dispiegamento di forze provenienti dal Joint Special Operations Command, l'unità militare d'élite spesso incaricata delle missioni di controproliferazione più delicate. Una portavoce della Casa Bianca ha dichiarato che è compito del Pentagono occuparsi dei preparativi e non ha commentato. Araghchi: “Consentiremo alle navi del Giappone di attraversare lo Stretto di Hormuz” L’Iran consentirà il transito delle navi giapponesi attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in un'intervista all'agenzia di stampa giapponese Kyodo, aggiungendo che Teheran ha avviato colloqui con Tokyo in merito a questa possibilità. Circa il 90% delle spedizioni di petrolio giapponesi transita attraverso lo Stretto di Hormuz. Teheran: “Non accettiamo cessate fuoco, guerra deve finire in modo permanente” "Il nostro messaggio è che questa guerra non è la nostra guerra. È una guerra che ci è stata imposta. Stavamo negoziando con gli Stati Uniti quando hanno deciso di attaccarci. Si è trattato chiaramente di un atto di aggressione; un atto illegale, immotivato e non provocato. Ciò che stiamo facendo è semplicemente difenderci. Continueremo a difenderci per tutto il tempo necessario e finché sarà necessario. Pertanto, speriamo che il mondo intero si unisca con una sola voce contro questa aggressione, l'aggressione di Stati Uniti e Israele, e li costringa a fermarla". Così il ministro degli Esteri iraniano, AbbasáAraghchi, nell'intervista telefonica rilasciata all'agenzia Kyodo News e rilanciata sul suo canale Telegram. L’Arabia Saudita condanna l'aggressione israeliana contro la Siria L’Arabia Saudita ha condannato "l'aggressione israeliana" contro la Siria, in seguito agli attacchi israeliani contro un quartier generale e campi militari nel paese confinante. "Il Ministero degli Affari Esteri esprime la più ferma condanna del Regno dell'Arabia Saudita per la palese aggressione israeliana contro le infrastrutture militari nella Repubblica Araba Siriana meridionale, in flagrante violazione del diritto internazionale e della sovranità siriana", si legge in una dichiarazione. Idf: “In corso attacchi contro obiettivi terroristici a Teheran” In una breve nota diffusa tramite il canale Telegram, le Forze di Difesa Israeliane hanno annunciato di star effettuando un attacco "contro obiettivi terroristici a Teheran". United Airlines taglia voli: “Carburante schizzato per la guerra all'Iran” La compagnia americana United Airlines ha annunciato una riduzione della propria capacità di volo a causa dell'impennata dei costi del carburante per la guerra contro l'Iran. Nelle ultime tre settimane, i prezzi del greggio sono schizzati a circa 100 dollari al barile e secondo Scott Kirby, amministratore delegato di United "il prezzo del petrolio raggiungerà i 175 dollari al barile e non scenderà a 100 dollari al barile prima della fine del 2027". Kyodo: “Iran pronto a consentire il transito di navi giapponesi nello Stretto di Hormuz L'Iran è disposto ad aiutare le navi giapponesi ad attraversare lo Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi all'agenzia Kyodo News in un'intervista pubblicata oggi. Il Giappone dipende dalle importazioni di petrolio greggio dal Medio Oriente, la maggior parte delle quali transita attraverso lo Stretto di Hormuz, una rotta commerciale cruciale per l'approvvigionamento mondiale di carburante. In pratica, l'Iran ha bloccato l'accesso allo stretto in risposta agli attacchi sferrati da Israele e dagli Stati Uniti, lasciando i paesi che dipendono da questa rotta marittima a lottare per trovare alternative e attingere alle proprie riserve. Usa: “Via libera a vendita petrolio Teheran su navi fino a 19 aprile” È di 30 giorni la revoca, annunciata dal Dipartimento del Tesoro statunitense, delle sanzioni sul petrolio greggio e sui prodotti petroliferi iraniani. Le transazioni "sono autorizzate fino alle 12:01 ora legale orientale del 19 aprile 2026", si legge nella nota. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha dichiarato che "l'autorizzazione temporanea e a breve termine è strettamente limitata al petrolio già in transito e non consente nuovi acquisti o produzioni". Israele: “Colpiti obiettivi di Hezbollah a Beirut” L'esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito obiettivi di Hezbollah a Beirut, dopo aver emesso un avviso di evacuazione per sette quartieri nella periferia meridionale della capitale libanese. Forze armate: “Funzionari di Israele e Usa sono bersagli" Funzionari israeliani e statunitensi diventeranno un bersaglio "in qualsiasi parte del mondo", compresi i luoghi di svago e turistici, nel contesto dell'escalation del conflitto in Medio Oriente. Lo ha affermato il generale di brigata Abolfazl Shekarchi, portavoce delle Forze armate, aggiungendo che "d'ora in poi, secondo le informazioni in nostro possesso, nemmeno i luoghi ricreativi e turistici in tutto il mondo saranno sicuri per voi" Wsj: “Missili balistici dall’Iran contro la base militare Usa Diego Garcia nell’Oceano Indiano” L'Iran ha lanciato due missili balistici verso la base anglo-americana di Diego Garcia, situata nel cuore dell'Oceano Indiano. Lo scrive il 'Wall Street Journal' che cita diversi funzionari statunitensi spiegando che nessuno dei due missili lanciati verso questa base, situata a circa 4.000 chilometri dal territorio iraniano, ha colpito il bersaglio. Uno dei missili ha avuto un guasto in volo mentre una nave da guerra americana ha lanciato un missile per intercettare il secondo, secondo due dei funzionari. Dal Pentagono nessun commento. Situata su un'isola isolata dell'arcipelago delle Chagos, un territorio britannico, Diego Garcia è una delle due basi che il Regno Unito ha permesso agli Stati Uniti di utilizzare per "operazioni difensive specifiche contro l'Iran". Si tratta di una base strategica per gli Stati Uniti, che vi stazionano in particolare sottomarini nucleari, bombardieri e cacciatorpediniere. Nel 2025 il Regno Unito ha firmato un accordo per cedere l'arcipelago delle Chagos all'isola Mauritius, pur conservando un contratto di locazione di 99 anni su Diego Garcia per mantenere la base. Un morto e due feriti in un raid israeliano nel Sud del Libano Si registrano un morto e due feriti in un raid israeliano nel Sud del Libano Israele: “Non ci sono feriti dopo ultimo attacco missilistico Teheran” Non ci sono segnalazioni di feriti in seguito all'ultimo attacco missilistico balistico iraniano contro Israele. Secondo le prime valutazioni militari, il missile, che ha fatto scattare le sirene d'allarme nel deserto del Negev, nel sud del Paese, è stato probabilmente intercettato. Bessent; “Iran testa del terrorismo mondiale, lo stiamo sconfiggendo” "L'Iran rappresenta la testa del serpente del terrorismo globale e, grazie all'operazione Epic Fury del presidente Trump, stiamo vincendo questa battaglia cruciale a un ritmo persino più rapido del previsto", ha scritto sui social media il segretario al Tesoro americano annunciando il via libera, temporaneo, alla vendita di petrolio iraniano già in navigazione. "In risposta agli attacchi terroristici dell'Iran contro le infrastrutture energetiche globali, l'amministrazione Trump continuerà a dispiegare la potenza economica e militare dell'America per massimizzare il flusso di energia verso il mondo, rafforzare l'offerta globale e adoperarsi per garantire la stabilità del mercato", ha sottolineato Bessent. Usa danno via libera a vendita petrolio iraniano già in navigazione Gli Usa hanno dato il via libera alla vendita di petrolio iraniano già in navigazione. In un lungo post sui social media il segretario al Tesoro Scott Bessent precisa che si tratta di un'autorizzazione "a breve termine, mirata e circoscritta, che consente la vendita del petrolio iraniano attualmente bloccato in mare". "Al momento, il petrolio iraniano soggetto a sanzioni viene accumulato dalla Cina a prezzi stracciati. Sbloccando temporaneamente questa offerta già esistente e rendendola disponibile al mondo intero, gli Stati Uniti immetteranno rapidamente sui mercati globali circa 140 milioni di barili di petrolio, incrementando la disponibilità energetica mondiale e contribuendo ad alleviare le temporanee tensioni sull'offerta causate dall'Iran", ha sottolineato Bessent precisando che "utilizzeremo i barili iraniani contro Teheran per mantenere bassi i prezzi, mentre proseguiamo l'Operazione Epic Fury". "Questa autorizzazione temporanea e di breve durata è rigorosamente limitata al petrolio già in transito e non consente nuovi acquisti né nuova produzione", ha ribadito il segretario al Tesoro. Teheran avverte Emirati: “Attacchi se colpirete nostre isole nel Golfo” L'Iran ha lanciato un avvertimento agli Emirati Arabi Uniti, minacciando di colpire la città portuale di Ras al-Khaimah se le sue isole nel Golfo continueranno a essere oggetto di attacchi. "Avvertiamo gli Emirati Arabi Uniti che, in caso di rinnovata aggressione proveniente da quel Paese contro le isole iraniane di Abu Musa e Greater Tunb nel Golfo Persico, le potenti forze armate iraniane sottoporranno Ras Al Khaimah, negli Emirati Arabi Uniti, a pesanti attacchi", ha dichiarato un portavoce dell'esercito iraniano, secondo quanto riportato dall'emittente statale iraniana Irib. Nuova ondata di missili dall’Iran contro Israele L'esercito israeliano ha detto nelle prime ore di sabato che una nuova ondata di missili era stata lanciata dall'Iran verso il suo territorio, aggiungendo che le difese aeree erano state attivate per intercettare i proiettili. Le forze armate israeliane "hanno rilevato missili lanciati dall'Iran verso il territorio dello Stato di Israele. I sistemi di difesa sono in azione per intercettare questa minaccia", hanno scritto sul loro account Telegram ufficiale. Dubai e Kuwait segnalano attacchi missilistici o con droni Attacchi con droni e missili vengono nuovamente segnalati dai paesi del Golfo. Lo riferisce la Bbc. In una serie di aggiornamenti del ministero della Difesa, l'Arabia Saudita afferma di aver intercettato e distrutto sei droni nella regione orientale del Paese. Le autorità di Dubai affermano che "i rumori uditi in diverse zone della città sono il risultato di operazioni di intercettazione della difesa aerea andate a buon fine". Questo fa seguito a un precedente aggiornamento del ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti, secondo cui il paese "sta attualmente affrontando attacchi missilistici e con droni provenienti dall'Iran". Anche il ministero della Difesa del Kuwait ha dichiarato di "stare gestendo attacchi ostili con missili e droni". Casa Bianca: “Trump concentrato su unico obiettivo, vittoria totale e completa” "Fin dal primo giorno dell'Operazione 'Epic Fury', il presidente Trump ha delineato chiaramente gli obiettivi delle Forze Armate statunitensi per porre fine alla minaccia del regime terroristico iraniano". Lo scrive su X la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, rilanciando un precedente messaggio postato da Trump su Truth. "Il presidente e il Pentagono avevano previsto che sarebbero state necessarie circa 4-6 settimane per raggiungere questo obiettivo. Domani inizia la terza settimana e le Forze Armate statunitensi stanno facendo un lavoro eccezionale", spiega. "Giorno dopo giorno, il regime iraniano viene indebolito e la sua capacità di minacciare gli Stati Uniti e i nostri alleati si sta riducendo significativamente. Come sempre, il presidente Trump è concentrato su un unico obiettivo: la vittoria totale e completa", conclude.

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